Home Area sindacale e previdenziale JOBS ACT. INTEGRAZIONI E MODIFICHE IN MATERIA DI LAVORO ACCESSORIO (VOUCHER). D.LGS. N.185/2016.

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JOBS ACT. INTEGRAZIONI E MODIFICHE IN MATERIA DI LAVORO ACCESSORIO (VOUCHER). D.LGS. N.185/2016. PDF Stampa E-mail
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Martedì 29 Novembre 2016 09:00

jobsIl decreto legislativo 24 settembre 2016, n. 185 recante disposizioni integrative e correttive del cd. Jobs Act ha introdotto, tra le molte novità, modifiche in materia di lavoro accessorio (cd. voucher), la cui disciplina è stata rivista in senso ulteriormente restrittivo rispetto al passato.

Comunicazione preventiva

La prima novità risponde all'obiettivo di prevenire abusi nell'impiego dei voucher, attraverso la comunicazione preventiva obbligatoria della data, del luogo e della esatta durata prestazione lavorativa. Si punta in tal modo a tracciare in tempo reale le prestazioni di lavoro accessorio e a prevenire eventuali abusi nell'impiego dei voucher.

Si ricorda in proposito che la previgente normativa già prevedeva l'obbligo di comunicare alle autorità competenti, prima dell'inizio della prestazione (attraverso modalità telematiche), i dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore nonché il luogo della prestazione lavorativa, ma non la data e la durata della stessa. La comunicazione di avvio della prestazione di lavoro accessorio poteva infatti riferirsi a prestazioni da svolgersi genericamente nei 30 giorni successivi.

Il nuovo comma 3 dell'art. 49 del d.lgs. n.81/2015 - come modificato dall'art. 1, c. 1, lett. b del decreto in commento - prescrive invece che gli imprenditori (esclusi quelli agricoli) e i professionisti che utilizzano il lavoro accessorio, devono inviare, almeno 60 minuti prima dell’inizio di ciascuna prestazione, un sms o un messaggio di posta elettronica alla sede territorialmente competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro, indicando luogo, giorno, ora di inizio e fine, dati anagrafici o codice fiscale del lavoratore.

La procedura di comunicazione preventiva tramite sms o posta elettronica si applica anche ai committenti imprenditori agricoli, seppure con un'importante differenza: la comunicazione dei dati anagrafici o del codice fiscale del lavoratore, del luogo e della durata della prestazione può riferirsi ad un arco temporale non superiore a 3 giorni.

In sostanza, mentre per la generalità dei contratti di lavoro accessorio, deve essere comunicato preventivamente all'Ispettorato del lavoro l'inizio di ciascuna prestazione, nel settore agricolo con un'unica comunicazione preventiva si potrà coprire prestazioni lavorative che si svolgono in un arco temporale di uno, due o tre giorni.

In allegato la circolare e le faq del Ministero del Lavoro.