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LAVORO: IL NUOVO CONTRATTO AGRICOLO SARA` APPLICATO SENZA SE E SENZA MA AL VIA PERCORSO DI TRASPARENZA TRA IMPRESE E LAVORATORI PDF Stampa E-mail
News - Area Organizzativa
Giovedì 10 Agosto 2017 12:14

lavoratoriÈ impensabile vanificare una trattativa lunga e complicata, durata 18 mesi, proprio perché ha dovuto conciliare le esigenze del mondo imprenditoriale e dei lavoratori in agricoltura, negli ultimi anni troppo spesso contrapposti in maniera anche violenta.

Paradossale che una linea condivisa da tutti e su tutti i territori provinciali della Puglia, con attenta mediazione e senso di responsabilità, venga tradita propria nelle province di Bari e BAT, dove maggiori sono le sensibilità e più sentita è l’esigenza che vengano applicati salari reali, per aiutare tutti ad uscire da quella sacca di grigio che ostacola il corretto sviluppo del settore agricolo e aprire una nuova fase di trasparenza dei rapporti di lavoro in agricoltura. Oltremodo inopportuno quanto inaccettabile che uno dei sindacati dei lavoratori – impegnato come gli altri per 18 mesi e proprio in fase di firma del contratto – si tiri indietro, ventilando la possibilità che l’accordo possa favorire ‘il ricorso al sotto salario e a forme distorsive pesantemente sanzionate dalla Legge 199 del 2016’. Le Organizzazioni CIA, COLDIRETTI e CONFAGRICOLTURA di Bari e BAT e i sindacati dei lavoratori FAI CISL e UILA di Bari e BAT respingono al mittente le accuse, stigmatizzando il repentino dietro front dell’ultim’ora, e puntualizzano che il contratto fissa parametri e regole tali da non poter più essere disattesi, perché rispondenti, dopo tanti anni, alle necessità delle imprese agricole e dei lavoratori.

È stata discussa e finalmente approvata una piattaforma, utile a favorire una migliore stabilizzazione occupazionale. Lo sforzo profuso in sede di trattativa al fine di creare i necessari spazi di rinnovamento e semplificazione, oltre ad aver avuto esito positivo, risulta favorevole ad un allineamento alle effettive necessità delle imprese e della controparte sindacale, in larga misura legate al sistema di protezione sociale dei lavoratori.

Sono state in parte disciolte le criticità insidiose, per creare un clima più favorevole sia per gli imprenditori agricoli che per gli operai. In ordine ai risultati del negoziato si è giunti, dunque, ad un accordo ben bilanciato, sia perché l'aumento retributivo si attesta su livelli sostenibili per le imprese agricole in questo periodo di difficile congiuntura economica e di crisi dei singoli comparti produttivi, sia perché guarda alla realtà delle organizzazioni dei lavori aziendali, con le relative figure professionali occorrenti per lo svolgimento delle pratiche colturali per produzioni di qualità, senza penalizzare i lavoratori. Il tavolo ha stabilito di avviare, tra l’altro, una fase sperimentale di attuazione dell’accordo che permetterà, attraverso un osservatorio costituito ad hoc, la valutazione oggettiva dell’aumento occupazionale che il rinnovato contratto di lavoro riuscirà a produrre.

- La firma di questo accordo soddisfa tutte le parti interessate e certamente la retromarcia di un componente del tavolo, ossia la FLAI CGIL, non la rende meno importante. Siamo consapevoli di aver contribuito a raggiungere un accordo che restituisce serenità ad un settore che ne abbisogna. Le imprese hanno voglia di chiarezza nei rapporti con i lavoratori e ciò può essere reso possibile solo scrivendo regole trasparenti, con riferimenti precisi all’attività reale, che non possono tener conto delle voglie di protagonismo di qualcuno.” ha commentato Michele Lacenere, presidente di Confagricoltura Bari-BAT, che ha continuato “La CGIL continua a soffrire i personalismi dei suoi funzionari di zona che, a fronte di soggettive interpretazioni, smentiscono l’apprezzabile lavoro svolto dai loro stessi colleghi in altre Provincie della nostra Regione. Non è stato sufficiente, infatti, per i cigiellini di Bari e della BAT, avere un contratto stilato sulla falsa riga di quelli delle vicine Provincie di Taranto e Foggia, responsabilmente e cognitivamente apprezzati e firmati dai referenti provinciali di quel sindacato, ce ne faremo una ragione e lavoreremo, meglio, senza la firma della CGIL-.